Il nome di Kirsty Coventry era stabilmente nelle pagine della storia dello sport ben prima del 20 marzo 2025. Questa data, però, rappresenta un momento decisivo perché è il giorno in cui il Comitato Olimpico Internazionale ha scelto lei come presidente: prima donna e prima africana a raggiungere questo traguardo in 131 anni di storia. Questa notizia, comunque la si voglia leggere, è rivoluzionaria sia perché è una prima volta e come tale va celebrata, sia perché avviene in un ambiente da sempre considerato maschile.
Lo sport non è più solo una questione maschile. Ce lo ricordano le atlete che, nonostante il gap salariale e culturale, si sono prese la scena a suon di risultati e soprattutto negli ultimi anni sono diventate il traino del settore anche in Italia. Agli ultimi Giochi Olimpici di Parigi 2024, considerati i primi a parità di genere, le medaglie azzurre sono state 40 e di queste 12 d’oro: 7 conquistate da donne, 3 da uomini e 2 in gare miste. Risultati di enorme valore se pensiamo da dove sono partite le donne: escluse dalla prima edizione olimpica di Atene 1896 e solo gradualmente ammesse in alcune discipline, ma in numero irrisorio.
Pierre de Coubertin, il padre dei Giochi, riteneva che “nessuno sport praticato da una donna può ritenersi spettacolo degno di essere apprezzato dal pubblico”, eppure oggi, dopo anni di battaglie, si è arrivati a riconoscere il valore dello sport femminile.
Tutt’altro discorso vale per la politica sportiva, dove le donne sono ancora poche e raramente nelle posizioni di potere. Per questo l’elezione di Kirsty Coventry come numero uno dello sport mondiale è un fatto di grande valore simbolico, ma non si limita a questo. Il profilo di Coventry, infatti, certifica le sue capacità e la sua storia dimostra che l’impegno profuso prima come atleta e poi all’interno delle istituzioni sportive le è valso la fiducia degli elettori. Senza dimenticare un elemento determinante come il sostegno del presidente uscente Thomas Bach, che ha ovviamente agevolato la sua corsa.
Kirsty Coventry, la più grande atleta africana ai Giochi
Kirsty Coventry nasce ad Harare, la capitale dello Zimbabwe, nel 1983: è la decima presidente del CIO e, a 41 anni, è anche la più giovane dai tempi di Pierre de Coubertin. Prima di lei otto leader europei (il greco Dīmītrios Vikelas, il francese Pierre de Coubertin, il belga Henri de Baillet-Latour, lo svedese Sigfrid Edström, l’irlandese Michael Morris Killanin, lo spagnolo Juan Antonio Samaranch, il belga Jacques Rogge e il tedesco Thomas Bach) e uno americano (Avery Brundage dal 1952 al 1972). Il suo successo amplia i confini e dà voce a una parte di mondo troppo spesso messa ai margini.
Il risultato di queste elezioni è un segnale potente del fatto che siamo davvero un movimento globale, che ci siamo evoluti e siamo aperti alle diversità. Questa è la strada che continueremo a percorrere anche per i prossimi otto anni.
Queste le parole di Coventry, che tra i suoi incarichi ha anche quello di presidente del comitato di coordinamento per i Giochi Olimpici Giovanili di Dakar 2026. Un appuntamento storico che renderà il Senegal il primo paese del continente africano a ospitare un evento sportivo olimpico.
Per lo Zimbabwe Kirsty Coventry è un’icona già dai primi anni 2000 per quanto fatto come nuotatrice: pur trasferendosi negli Stati Uniti a 17 anni per studiare presso la Auburn University in Alabama ha sempre rappresentato i colori del suo Paese natale. Ai Giochi Olimpici di Atene 2004 conquistò ben tre medaglie: oro nei 200 dorso, argento nei 100 dorso e bronzo nei 200 misti. Ai Mondiali di Montréal l’anno successivo si migliora vincendo due titoli nei 100 e 200 dorso e due argenti nei 200 e 400 misti. È sempre sul podio anche ai Mondiali di Melbourne 2007: argento nei 200 dorso e nei 200 misti. Ai Giochi di Pechino 2008 si conferma campionessa olimpica nei 200 dorso dove firma anche il record del mondo ed è argento nei 100 dorso, nei 200 misti e nei 400 misti.
Con le sue sette medaglie è diventata l’atleta africana più decorata ai Giochi Olimpici ed è celebrata come un’eroina nonostante faccia parte della minoranza bianca dello Zimbabwe che vive divisioni interne profondissime. Lo sport anche nel suo caso diventa strumento per unire il Paese. Coventry vinse l’oro iridato anche a Roma 2009 nei 200 dorso migliorando il suo stesso record del mondo e si piazza seconda nei 400 misti. Parteciperà anche ai Giochi Olimpici di Londra 2012 e Rio 2016 per un totale di cinque partecipazioni olimpiche, ma senza raggiungere il podio.
Kirsty Coventry grande protagonista anche in vasca: oro e record mondiale a Pechino 2008 nei 200 metri dorso
L’impegno politico
Sia durante che al termine della sua carriera agonistica Coventry si è sempre impegnata per il mondo dello sport: nel 2013 è stata eletta nella Commissione Atleti del CIO, diventandone presidente nel 2018 e nel 2023 è diventata membro CIO individuale, è stata vice presidente del Comitato olimpico nazionale dello Zimbabwe dal 2017 al 2018 e membro del Comitato Atleti della WADA (Agenzia mondiale antidoping) dal 2014 al 2021. Fa parte della commissione atleti della Fina (Federazione internazionale nuoto) dal 2017 e dal 2018 è ministro dello sport nello Zimbabwe, rieletta per un secondo mandato nel 2023. Molto impegnata nel sociale, dal 2016 ha fondato la Kirsty Coventry Academy per insegnare nuoto a bambini di aree svantaggiate, mentre per i suoi meriti sportivi dal 2023 è entrata nell’International Swimming Hall of Fame nel 2023.
Ieri, nel corso della 144ª sessione del CIO che si è svolta a Costa Navarino, in Grecia, ha vinto al primo turno, ottenendo 49 voti su 97. Esattamente il 50%+1, un risultato che le ha permesso di sconfiggere gli altri sei contendenti: Sebastian Coe (presidente di World Athletics), Johan Eliasch (presidente della Federazione Internazionale Sci), Juan Antonio Samaranch Jr. (vicepresidente del CIO e figlio dell’ex presidente), David Lappartient (presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale), Morinari Watanabe (presidente della Federazione Internazionale di Ginnastica) e Feisal Al Hussein (membro del Consiglio del CIO e presidente del Comitato Olimpico di Giordania). Queste le prime parole dopo l’elezione:
Questo è un momento straordinario. Da bambina, a nove anni, non avrei mai pensato che un giorno sarei stata qui, a dare il mio contributo a questo nostro incredibile movimento. Questo non è solo un grande onore, ma è anche un promemoria del mio impegno nei confronti di ognuno di voi: guiderò questa organizzazione con grande orgoglio, con i valori al centro. E renderò tutti voi molto, molto orgogliosi e, spero, estremamente fiduciosi nella decisione che avete preso oggi. Ora abbiamo un lavoro da svolgere insieme. Questa campagna è stata incredibile e ci ha reso migliori, ci ha reso un movimento più forte.
Coventry ha voluto ricordare anche Anita De Frantz, ex canottiera che nel 2001 fu la prima donna a tentare la scalata al vertice del CIO:
È stata un’enorme fonte di ispirazione, sono le donne come lei che ci hanno indicato la strada. Ho avuto intorno a me donne incredibili per tutta la vita, a cui sono molto grata per avermi mostrato come non rinunciare mai ai propri sogni. Alle mie figlie e a tutte le altre giovani donne che vogliono raggiungere obiettivi che potrebbero ritenere difficili direi di stringersi alle donne intorno a loro e di appoggiarsi a loro.
Le sfide che attendono Kirsty Coventry
Alla votazione hanno partecipato anche gli italiani Giovanni Malagò, presidente del CONI, Ivo Ferriani, numero uno della federazione internazionale di bob e skeleton, e Federica Pellegrini, che con Coventry ha condiviso la vasca in tante sfide mondiali. I primi Giochi Olimpici che Coventry vivrà da presidente saranno quelli di Milano Cortina 2026.
Kirsty Coventry è estremamente legata alle iniziative sociali e all’aspetto valoriale dello sport, tanto da avere fondato la Kirsty Coventry Academy che promuove il nuoto e l’educazione sportiva tra le persone più svantaggiate nel suo Paese. Adesso ha sfondato il soffitto di cristallo e abbattuto una porta che per 131 anni era rimasta chiusa. Adesso inizia la parte difficile. Coventry dovrà guidare il comitato olimpico in un momento storico estremamente complesso: dovrà gestire la questione russa in vista dei prossimi Giochi, affrontare il dibattito sugli atleti transgender che ha dominato l’opinione pubblica a Parigi 2024 e trovare una sede per il 2036. Senza dimenticare il problema più grande: garantire che le Olimpiadi restino sostenibili, senza diventare un peso per le città che le ospitano.
Il passaggio di consegne ufficiale tra Thomas Bach, in carica dal 2013 e in procinto di diventare presidente onorario e Kirsty Coventry avverrà il 23 giugno 2025 e il suo mandato durerà otto anni.
Io e il presidente Bach adesso ci siederemo assieme, dobbiamo essere uniti e lavorare per il bene comune e per proteggere il movimento olimpico per le generazioni future. Quello su cui voglio concentrarmi è mettere insieme le tante buone idee che ho sentito in questi mesi perché gran parte della mia campagna si è fondata proprio sull’ascolto. Sono stata un’atleta, so quello che gli sportivi attraversano e quello di cui hanno bisogno proprio perché ci sono passata. Oggi i soffitti di vetro sono stati infranti e sono pienamente consapevole delle mie responsabilità come modello di comportamento. Lo sport ha il potere ineguagliabile di unire le persone e di mostrare il buono dell’umanità anche in un mondo così diviso e io mi impegnerò a fare in modo di sfruttare questo potere al massimo.