Ci siamo. Il momento tanto atteso è finalmente arrivato. No, non stiamo parlando della finale di Champions o dell’ultima giornata di campionato (per questi due eventi ci sarà ancora da aspettare). Ci riferiamo invece alla prima lista dei convocati per la nazionale inglese redatta da un allenatore tedesco: sì, perché Thomas Tuchel ha appunto diramato l’elenco dei nomi che andranno a giocare per i Bianchi d’Inghilterra le due partite in programma la prossima settimana contro Albania (21 marzo) e Lettonia (24 marzo), entrambe valide per le qualificazioni ai Mondiali nordamericani del 2026.
Novità ed esperienza
Le scelte operate dall’ex tecnico del Chelsea stanno ovviamente già facendo discutere Oltremanica. In particolare, sotto osservazione è finita la decisione di Tuchel di riaprire le porte della nazionale a Marcus Rashford dopo dodici mesi di assenza e quella di convocare Jordan Henderson, assente da novembre 2023.
Per la prima volta sono stati chiamati Dan Burn (difensore del Newcastle Utd) e Myles Lewis-Skelly (terzino dell’Arsenal). Ben rappresentato l’Aston Villa che, oltre al redivivo Rashford, letteralmente risorto da quando ha raggiunto la squadra di Unai Emery, ha visto chiamati anche Morgan Rogers ed Ezri Konsa.
Interessanti sono anche i nomi che Tuchel ha deciso di lasciare a casa: Jack Grealish e Rico Lewis del Manchester City certo, ma anche James Maddison, Ollie Watkins, Conor Gallagher e Angel Gomes. Interessante poi – come fatto notare dai media inglesi – il fatto che tra i convocati di Tuchel non figuri nessuno fra Taylor Harwood-Bellis, Elliot Anderson, Harvey Elliott, Ethan Nwaneri, Noni Madueke, Jamie Bynoe-Gittens e Liam Delap, giocatori facenti parte del gruppo della nazionale Under 21 e sui quali si potrebbe già cominciare a costruire qualcosa in vista del 2026.
La sensazione è che Tuchel, per partire bene in un’avventura che lo vedrà per forza di cose sotto grandissima pressione da parte di tifosi e media britannici (l’obiettivo, dichiarato, è quello di fare meglio di Gareth Southgate, il che significa andare in Nord America per vincere il titolo mondiale), abbia puntato maggiormente sull’esperienza in queste sue prime due uscite alla guida dei Three Lions. Si spiegano così le convocazioni del già citato Henderson e di Kyle Walker.
Con Trent Alexander-Arnold fuori dai convocati a causa dell’infortunio rimediato nella sfida di Champions contro il Paris Saint-Germain, Tuchel ha dunque pensato di affidarsi per il ruolo di terzino destro al trentaquattrenne Walker, finito al Milan a gennaio dopo i sette anni trascorsi con la maglia del Manchester City. Scelta comprensibile, visto anche che Walker non è fra i peggiori visti in campo in queste settimane così travagliate per la compagine rossonera.
Maggiore perplessità suscita invece la chiamata di Burn. Anche se si tratta di un elemento duttile – può giocare infatti sia da laterale che da centrale – il difensore del Newcastle ha già trentadue anni. Resta quindi da capirne l’utilizzo in prospettiva 2026. Avrebbe avuto più senso chiamare Jarrad Branthwaite dell’Everton.
🚨🏴 Marcus Rashford: “Never stop believing. Can’t wait to get started”. pic.twitter.com/jbHYH9Pdfo
— Fabrizio Romano (@FabrizioRomano) March 14, 2025
I grandi assenti
Ha stupito poi che, inizialmente, fra i ventisei calciatori selezionati non ce ne fosse nemmeno uno del Nottingham Forest. La formazione di Nuno Espírito Santo, terza in campionato, è la vera rivelazione della Premier. Tuttavia in data odierna è arrivata la meritata convocazione per Morgan Gibbs-White, numero 10 del Forest in grado di giocare in tutte le posizioni del centrocampo. Pur essendo Tuchel ben coperto per quanto riguarda giocatori con caratteristiche simili, essendo già presenti in squadra Jude Bellingham, Cole Palmer, Phil Foden e Rogers, è prevalsa alla fine la voglia di vederlo da vicino.
Tra gli esclusi di casa Forest spicca, invece, Callum Hudson-Odoi, tre presenze con i Tre Leoni. Ancora più dubbi però vengono dalla scelta di Tuchel di non selezionare Djed Spence. In grado di giocare sia da terzino destro che da terzino sinistro, Spence ha qualità per giocare l’uno contro uno in entrambe le fasi. Strana parabola quella dell’esterno del Tottenham. Arrivato a Londra nel 2022 per 20 milioni di sterline (proveniente dal Middlesbrough), il ventiquattrenne nativo proprio della capitale ha fatto fatica a imporsi in maglia Spurs. E infatti l’arrivo al Tottenham è stato seguito da tre prestiti consecutivi a Rennes, Leeds e Genoa.
L’esperienza in Italia ne ha rilanciato il nome, consentendo a Spence di guadagnarsi un’altra possibilità a Londra. Questa volta il successo è arrivato: titolare per la prima volta a dicembre, oggi è uno degli elementi migliori della squadra di Ange Postecoglou, capace di mettersi in mostra nonostante la stagione disastrata degli Spurs.
E questo giocando anche a sinistra, quando è stato chiamato a sostituire l’infortunato Destiny Udogie. Al di là del momento di forma di Walker, l’assenza di Alexander-Arnold a destra e la cronica mancanza di un terzino sinistro valido sembravano aver creato il contesto ideale per la convocazione di Spence. Tuchel non l’ha pensata così. Questa sembra essere un’occasione mancata non solo per il giocatore, ma anche per il tecnico tedesco.
Appare logica invece la decisione di Tuchel di lasciare a casa Jack Grealish. L’annata faticosa (eufemismo) che il City sta vivendo ha infatti coinvolto anche l’ex numero 10 dell’Aston Villa, lontano ormai da quel giocatore tutto guizzi e risalite del campo visto all’opera negli anni di Birmingham. Pep Guardiola ha decaffeinato Grealish, ora costretto a fissare l’ampiezza e a passare ripetutamente la palla, non più libero di avventurarsi in dribbling. Nonostante tutto quello che si dice sul fatto che Guardiola, negli ultimi anni, incoraggi la soluzione personale dei suoi esterni, il dato dei dribbling registrati in Premier da Grealish (in base a quanto raccolto da whoscored.com) è passato da una media di 1,5 a partita (nel primo anno al City) al picco di 1,6 nel 2022-23 (seconda stagione con i Citizens) fino ad inabissarsi allo 0,8 di queste due ultime annate.
Tuchel ha dunque fatto bene a identificare Rashford come suo ball-carrier sulla sinistra, al posto di Grealish. Il movimento ad accentrarsi dell’ex Manchester United, così come la sua capacità nel capire quando invece è il momento di rimanere largo, rappresenta una delle chiavi tattiche dell’Aston Villa a partire dal mercato invernale, cioè appunto da quando Rashford si è aggregato alla sua nuova squadra.
Come giocherà l’Inghilterra di Tuchel?
Fatte queste considerazioni e alla luce dei calciatori convocati, come potrebbe schierarsi la prima Inghilterra di Tuchel? Dal punto di vista tattico e salvo qualche sorpresa, il tecnico tedesco dovrebbe partire da una difesa a tre e far sviluppare la sua squadra con un classico 3-2-5 o 3-4-3 posizionale. In questo senso è comprensibile il fatto di aver convocato elementi in grado di poter ricoprire più ruoli anche durante la stessa partita, come ad esempio Reece James e Lewis-Skelly, utili sia come laterali di difesa che come centrocampisti. Il giocatore dell’Arsenal potrebbe trovare spazio come terzino sinistro a tutta fascia, con il ruolo di terzino destro assegnato a James o affidato ad uno Walker da tenere bloccato accanto ai centrali (uno dei quali dovrebbe essere Marc Guéhi) in fase di costruzione.
In mediana poi Tuchel dovrà scegliere se partire con uno schieramento col doppio mediano o una linea con tre centrocampisti (con Declan Rice o Henderson davanti alla difesa?). Con Harry Kane centravanti titolare bisognerà vedere poi a chi si affiderà Tuchel per supportare l’attaccante del Bayern Monaco.
In questo senso, una maglia appartiene al madridista Jude Bellingham. A sinistra potrebbero trovare spazio dall’inizio Phil Foden o Rashford, mentre a destra sarebbe interessante vedere Cole Palmer, per una versione ultra-offensiva della squadra di Tuchel